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MILANO

Election day il 22 ottobre Oltre che per il referendum potremmo essere chiamati alle urne anche per Parlamento e Regione

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Che le paventate elezioni politiche anticipate stiano assumendo sempre più forma è ormai certo. Questa settimana il nuovo testo della legge elettorale sarà esaminato a Montecitorio ma già i mal di pancia non vengono nascosti. Anzi. La nuova legge elettorale, cosiddetta alla tedesca, un ritorno al sistema proporzionale sia pur con qualche correzione mette però a rischio i piccoli partiti, quelle formazioni cioè che non hanno la certezza di superare la barriera del 5 per cento, soglia minima prevista per poter accedere al parlamento.

Ma se l’accordo fra Renzi, Grillo e Berlusconi su questo nuovo testo sembra cosa fatta, non sono pochi coloro che potrebbero tentare di invalidarne l’iter parlamentare. Alfaniani e Fratelli d’Italia soprattutto, infatti, sono i partiti che maggiormente rischiano. E proprio per questo il prossimo grosso problema potrebbe essere l’approvazione della manovra finanziaria. I calcoli sono presto fatti, se in quella sede non passa la manovra il Governo potrebbe arrivare alla sua ultima tappa, con la conseguenza che salterebbe anche l’iter della nuova legge elettorale. Tutto dunque è in divenire. Senza tralasciare, ovviamente, i risultati delle prossime amministrative che si terranno domenica 11 giugno.

E intanto il governatore Roberto Maroni si muove per non essere colto impreparato. «Avevo ipotizzato già mesi fa uno scenario di voto anticipato. Mi pare che oggi si stia andando velocemente in questa direzione. Se ci saranno elezioni anticipate, io ho indicato come mia preferenza la data del 22 ottobre, per fare un election day per Parlamento, Regione e referendum sull'autonomia». E questa eventualità il presidente della Lombardia non ha mancato di ribadirla ancora in occasione della consegna della «Rosa Camuna», martedì scorso, a Massimo Moratti e Silvio Berlusconi: «Ne ho parlato a Berlusconi, lui ha preso nota di ciò e spero che sostenga questa indicazione. Adesso, comunque, vediamo cosa succede a Roma. Certo che se a Roma decidono di anticipare le consultazioni, visto che nel 2013 si è votato regionali e politiche insieme, non vedo perché non farlo nuovamente. Il risparmio di risorse sarebbe notevole», ha sottolineato ancora il governatore, aggiungendo che per la Lombardia votare in tempi brevi, «per tante cose sarebbe un bene. A fine anno - ha osservato - ci saranno alcune scadenze importanti, come la decisione Ue sulle Agenzie, ad esempio. E avere già a ottobre un nuovo governo della Regione Lombardia con una prospettiva di cinque anni e non di cinque mesi, penso possa essere utile».

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Autore:gmc

Pubblicato il: 09 Giugno 2017

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